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È l’ipoacusia la malattia professionale più diffusa in Italia
Sono diminuiti tra il 2000 e il 2004 i casi di ipoacusia e sordità generati dalla permanenza in ambienti di lavoro rumorosi. Infatti nel 2004 le ipoacusie denunciate sono state quasi 6mila, vale a dire la metà rispetto ai casi che si sono presentati nel 2000, quando le denunce sono state 11.753. È il servizio Consulenza Statistico Attuariale dell’INAIL a renderlo noto, in occasione della Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro che si è aperta il 24 ottobre a Roma e che quest’anno è interamente dedicata al rumore. L’ipoacusia da rumore rimane comunque la principale malattia di origine professionale registrata negli ultimi anni in Italia. Negli anni 2000-2004, infatti, ipoacusie e sordità hanno rappresentato il 32% delle malattie professionali denunciate e il 42% dei riconoscimenti, vale a dire i casi indennizzati e quelli definiti positivi senza indennizzo. A esserne colpiti sono però quasi esclusivamente gli uomini, che arrivano al 97% del totale. Per quanto riguarda l’età, invece, la malattia tende a manifestarsi tra i 35 e i 64 anni, concentrandosi soprattutto nella fascia di età tra i 50 e i 64, dove le denunce arrivano a superare il 50% dei casi. Mentre le regioni in cui le ipoacusie si registrano con maggiore evidenza sono: la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto che da sole assommano oltre un terzo delle denunce. Il 97% delle malattie da rumore riguarda, infine, l’industria e i servizi. In particolare i comparti più interessati sono quello delle costruzioni (16,5%) e della metallurgia (11,6%), mentre poco rappresentati sono i settori del legno (2,1%) e del tessile e abbigliamento (2%). Quanto ai riconoscimenti, invece, la percentuale più elevata si registra nell’industria (quasi il 51%) rispetto sia all’agricoltura (41%) che ai servizi (36,6%). E tra i settori dove i riconoscimenti appaiono più alti vi è sicuramente il legno (65,3%), la metallurgia (60%) e il tessile e abbigliamento (59,4%).
E’ importante che l’imprenditore addotti tutti i sistemi di prevenzione idonei alla riduzione del rischio facendo adottare gli opportuni DPI (L. 626/94 e successive modifiche). Suggeriamo di valutare attentamente la polizza RCT/O adeguato massimale di copertura assicurativa per la clausola “malattie professionali” nonché corretta copertura assicurativa di tutela spese legali per reati penali.
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